Si è riunito ieri l’Esecutivo Nazionale del Sicet per considerare le azioni di politica abitativa previste dal Governo con la manovra di bilancio 2025.
Ed è un giudizio in chiaroscuro quello che è stato dato alla conclusione di una partecipata discussione.
Accanto ad aspetti sicuramente positivi, come il taglio del cuneo fiscale e l’accorpamento delle prime due aliquote Irpef, permangono infatti non poche ombre su una manovra che, come ha detto chiaramente Fabrizio Esposito, Segretario Nazionale del Sicet, «affossa definitivamente le politiche abitative con il taglio ai fondi per l’affitto, concentra le poche risorse pubbliche a disposizione per l’ennesimo piano di housing sociale e soprattutto non interviene in alcun modo per mitigare i prezzi del mercato immobiliare e rendere maggiormente sostenibile il costo della casa per tante famiglie che proprio non possono farcela se vengono lasciate sole».
Si tratta di posizioni ampiamente condivise e che, a maggior ragione per quanto riguarda le realtà territoriali meridionali e quella di Palermo e Trapani in particolare, rappresentano preoccupazioni tragicamente concrete.
L’assenza di iniziative strutturali utili a determinare risposte durevoli al bisogno abitativo è diventata una costante, nonostante i numeri della povertà sociale nel nostro territorio siano sempre maggiori.
Una povertà abitativa non più limitata a una minoranza di invisibili ma che oggi riguarda sempre più lavoratori che vedono una incidenza dei costi dell’abitare che supera il 40% del reddito familiare.
Una condizione che accomuna chi aspetta l’assegnazione di una casa di ERP e gli studenti fuori sede, gli anziani, le famiglie con disabilità, le madri sole vittime di violenza…
Esiste un mondo di famiglie che vivono una condizione di povertà sociale che questa manovra disconosce e che per il Sicet rappresenta la nuova frontiera del welfare; occorrono misure coordinate utili ad affrontare le criticità in maniera complessiva: fare progettualità sociale non è un modo di disperdere risorse in beneficenza bensì l’occasione di fare sviluppo creando opportunità di lavoro e rispondendo ai bisogni della gente.
La tutela del salario e delle pensioni di chi non riesce ad accedere al mercato immobiliare non può farsi con il taglio delle risorse per Regioni e Comuni o con un “Piano Casa” costruito per favorire l’imprenditorialità, indirizzare quei fondi al recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica sfitta e non riassegnata per carenza di manutenzioni significherebbe, ad esempio, creare opportunità e dare risposte.
Questo il tipo di provvedimenti che il Sicet si aspettava di trovare all’interno della manovra 2025 e che invece… continuerà ad aspettare .