E’ stata depositata lo scorso 6 marzo alla Corte di Cassazione da un gruppo di giovani attivisti costituiti in un comitato significativamente denominato “Ma Quale Casa” una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per l’inserimento in Costituzione del Diritto alla casa: PdL costituzionale iniziativa popolare
Eravamo già stati contattati – in ambito nazionale- dai promotori a partire dello scorso autunno per uno scambio di idee.
In effetti la Corte Costituzionale ha precisato da tempo che il diritto alla casa rientra fra i diritti inviolabili dell’uomo di cui parla l’articolo 2, ma manca un esplicito riferimento nel testo della nostra carta fondamentale.
Viceversa l’articolo 47 sancisce l’impegno della Repubblica a favorire l’accesso alla proprietà dell’abitazione.
Pertanto l’articolo 2 della proposta mira a modificare l’articolo 47 equiparando alla proprietà anche il semplice godimento dell’abitazione.
Fra l’altro andrebbe anche previsto che “al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali la Repubblica indirizza e coordina lo sviluppo delle aree urbane e garantisce l’accesso all’abitazione quale bene primario e mezzo necessario per assicurare alla persona l’effettivo esercizio dei diritti e una vita libera e dignitosa”.
L’articolo 3 della proposta mira invece a riassegnare alla competenza esclusiva dello Stato “le norme generali in materia di politiche abitative, edilizia sociale e residenziale pubblica” e di riflesso alla competenza concorrente Stato-Regioni “i programmi di edilizia sociale e residenziale pubblica”.
Appare quindi un’iniziativa lodevole e da sostenere contribuendo alla raccolta delle firme.
Per chi intendesse approfondire consigliamo di visitare la pagina:
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per firmare
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/2700001